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La storia

Il fotoclub Potenza Picena svolge la sua attività in uno dei più bei luoghi del centro storico di Potenza Picena: il complesso di S. Caterina, un intricato insieme di locali di origine medievale rimaneggiati tra il XVIII e il XIX sec. Oltre ad ospitare l’attività del fotoclub, il complesso di S.ta Caterina è sede della Fototeca Comunale “B. Grandinetti”, il cui archivio, donato dalla moglie Bruna al comune di Potenza Picena nel settembre 2005, può essere considerato, per quantità e qualità, un fondo fotografico di notevole caratura. Solo per quanto riguarda il materiale strettamente fotografico, è composto da circa 15.000 stampe (a colori e bianconero, alcune ritoccate anche a mano, ancora non del tutto inventariate), oltre 50.000 negativi (dalle lastre in vetro ai sali bromuro d’argento degli anni ‘50 alle più recenti pellicole di diverse dimensioni) e circa 20.000 diapositive.  Accompagnano questo patrimonio fotografico anche numerosi esemplari di attrezzatura fotografica di epoche diverse, alcuni di notevole pregio e valore. Sono stati inoltre donati anche alcuni importanti testi tecnici del settore fotografico e una notevole emeroteca specializzata, costituita fondamentalmente da intere annate d’epoca della rivista Progresso Fotografico, molto ricercate sul mercato antiquario.  Recentemente sono stati acquisiti anche due fondi fotografici di  fotografi Porto Potentini  Araldo Polidori e Igino Ceccotti questo va a completare un archivio fotografico di enorme importanza per la comunità potentina.

Chiesa di Santa Caterina

La Chiesa di S. Caterina di Potenza Picena (già Monte Santo) è annessa all’omonimo monastero, che ha ospitato fino all’Unità d’Italia (con la parentesi della soppressione napoleonica) le monache dell’Ordine di S. Benedetto ora trasferite in altra sede (S. Sisto).Le origini dell’edificio monastico e della Chiesa restano ancora incerte. Secondo un catalogo generale benedettino, segnalato dallo studioso Mons. Giovanni Cotognini, i due complessi sarebbero stati eretti nell’anno 1280. La prima testimonianza certa però, è il testamento dettato nel 1348 da una signora santese, Gebelosa, la quale lascia alcuni suoi beni terrieri anche al Monastero di S. Caterina (il documento in pergamena è nell’archivio storico comunale). L’Istituto risulta pertanto esistente a quella data. Nel 1446 il Cardinale Legato della Marca aveva concesso il permesso di dipingere, probabilmente nella Chiesa, un’immagine della Madonna, che sarà molto venerata e diventerà meta di pellegrinaggio. La Chiesa e il monastero erano e sono intitolati a S. Caterina d’Alessandria vergine e martire, non a S. Caterina da Siena come ritengono i più.La Chiesa ed il Monastero ospitavano importanti opere d’arte tra cui: Estasi di S. Teresa (sec. XVIII), Madonna con Bambino, S. Lucia e S. Vincenzo Martire (sec. XVIII), Madonna in Gloria, con i SS. Caterina, Benedetto e Scolastica (sec. XVII, oggi conservata all’interno dell’attuale Monastero delle Bene­dettine), S. Antonio Abate (sec. XVIII, proveniente dalla Chiesa di S. Antonio), Vergine con Bambino tra i SS. Martino e Rocco (opera di Simone De Magistris, 1584, proveniente dalla Chiesa di S. Rocco), Allegoria della Pace, opera attribuita a Corrado Giaquinto (sec. XVIII).